My university career ends in a laboratory degree program which has -as its objective- the study of the projects that Giuseppe Terragni, in some cases in group variously formed, produced for the city of Rome. My reconstruction work has as soil of investigation the "Casa del Fascio" in Portuense - Monteverde. The digital model creation was preceded by an extensive reconnaissance about all the literature and existing archive on the subject, determining factor for an initial understanding of the architectural object, and for issues related to the unavailability of the intervention area, both for the multiple valences of conformation and processuality logic of his language. The research of the iconographic material (drawings, maps, sketches, letters, critical articles and quotes) followed strict criteria, from the scrutiny about monographs on Giuseppe Terragni, to the consultation of historical libraries and archives, the public and the private ones. This capillary check has led to the development of a register full of pictures and to a bibliography extremely punctual and rigorous. The collection of this documentation, mostly unpublished, was made treasury as a starting point for digital modeling that solves some of the nodes are not perfectly studied at the time of the project. The interpretations have been guided by a careful analysis about the architectural typology and about the vast design production of Terragni. 

Il mio percorso universitario si conclude in un laboratorio di laurea che ha come obiettivo l’approfondimento dei progetti che Giuseppe Terragni, in alcuni casi in gruppo variamente formato, produsse per la città di Roma. Il mio lavoro di ricostruzione ha come terreno d’indagine la "Casa del Fascio" nel quartiere Portuense-Monteverde. La creazione del modello digitale è stata preceduta da un’ampia e scrupolosa ricognizione di tutto il materiale bibliografico e di archivio esistente sull’argomento, fattore determinante per una prima conoscenza dell’oggetto architettonico, sia per le problematiche legate all’indisponibilità dell’area di intervento, sia per le molteplici valenze di conformazione logica e processualità del suo linguaggio. La ricerca del materiale iconografico (elaborati grafici, mappe cartografiche, schizzi autografi, lettere, articoli critici e citazioni) ha seguito criteri molto rigidi, dal vaglio delle monografie su Giuseppe Terragni, alla consultazione delle biblioteche storiche e degli archivi pubblici e privati. Questa verifica capillare ha condotto alla stesura di un regesto completo delle immagini e ad una bibliografia estremamente puntuale e rigorosa. Della documentazione raccolta, in gran parte inedita, si è fatto tesoro come punto di partenza per la modellazione digitale che in effetti risolve alcuni nodi non perfettamente studiati all’epoca del progetto. Le interpretazioni sono state guidate da un attenta analisi della tipologia architettonica nonché della vasta produzione progettuale di Terragni.

                                   

 

 

Alessandra Bolli


 


 

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