Shunmyo Masuno / by Alessandra Bolli

Shunmyo Masuno è un monaco Zen, attualmente a capo del tempio di Kenko-ji. E' presidente del Japan Landscape Consultants Ltd. ed insegna alla Tama Art University. Ishidate-So  è il titolo dato ai sacerdoti Zen di un tempo che, come parte della loro pratica ascetica, si esprimono attraverso l’arte del giardinaggio dando grande importanza alla collocazione delle pietre e alla calibrazione del verde. E' espressione del suo Sé spirituale. 

Shunmyo è un fervente sostenitore di  Muso Soseki, un famoso ishidate-so vissuto nel tredicesimo secolo. Egli scrisse: - Non c'è alcunché di speciale nell'acqua e nella montagna, quel che c'è di speciale è soltanto nella mente delle persone".

La sua interpretazione è che lo spirito di ricerca della verità detiene di gran lunga più importanza del comporre un giardino. Attraverso la pratica ascetica Zen un'amozione della mente non può essere esposta direttamente per essere compresa. Occorre che vengano individuati modi differenti  per comunicare questa emozione agli altri. Il sacerdote Zen tenta attraverso discipline classiche come la calligrafia, l'Ikebana, e il posizionamento della roccia. Shunmyo considera sia la visualizzazione che la creazione di giardini, i momenti più critici della pratica ascetica. Un famoso detto Zen è, "quando velenoso serpente beve acqua, si trasforma in veleno. Quando mucca beve acqua diventa latte". Questo suggerisce che se il giardino diventa veleno o latte dipende dal creatore. Shunmyo si avvicina al fare sia con paura che con affetto. Il fattore limitante è la pianura spirituale raggiunta finora attraverso la sua pratica ascetica. Il giardino di successo è l'altro da sé, uno specchio della sua mente.

 

National Research Institute for Metals Science & Technology

 

piazza pedonale. vista verso il ristorante

piazza pedonale. vista verso il ristorante

Ha progettato la piazza pedonale per il National Research Institute for Metals, Science and Technology a Tsukuba City. Prendendo spunto dall'oggetto delle ricerche dell’Istituto, il suo progetto si ispira alla corsa all'oro americana, quando i cercatori viaggiarono verso le montagne degli Stati Uniti e del Canada, sperando di trovare l’oro. Masuno ha proprio cercato di imitare quell'ambiente arido e desolato. Così come i minatori passavano in isolamento la maggior parte del loro tempo incontrandosi presso le sorgenti quando avevano bisogno d’acqua, così i moderni ricercatori lavorano in modo indipendente e si radunano nella piazza pedonale per trovare sollievo alla solitudine. Il paesaggio ha un aspetto gessoso: massi di granito provenienti da Hiroshima e pietre di Aji provenienti da Kagawa furono scelti come se si trattasse di un giardino Zen. Effettivamente si può pensare ad una variazione in chiave più attuale del tradizionale giardino zen, ma in questo caso i grandi massi non evocano un paesaggio giapponese bensì una metafora della vita di ogni singolo individuo. L’allineamento delle pietre in direzione degli edifici rappresenta lo spirito e la determinazione dei ricercatori; il bianco, che domina lo schema, è il simbolo della purezza e nella filosofia zen il potere della natura rivitalizza la mente logorata. Il sito è rettangolare e c’è un ristorante situato nell’angolo orientale. L’area che circonda l’edificio semicircolare è pavimentata con granito cinese, seguendo uno schema geometrico squadrato ma interrotto da massi naturali di granito coreano. Un’ampia passeggiata sul lato opposto del ristorante consente di allontanarsi dalla piazza. Diagonalmente opposto si trova un ampio triangolo erboso tagliato da un dritto sentiero di pietre, che attraversa anche un “fiume” di pietra su due ponti.

pianta del giardino

pianta del giardino

Le pietre isolate rappresentano il letto secco di un fiume la cui sorgente è una bassa fontana: un masso come sorgente naturale. Il fiume di pietra parte a settentrione e si snoda all’interno di un’area dalla pavimentazione screpolata a ricordare la superficie cotta dal sole di un fiume a secco. Il “fiume” continua e supera il ristorante terminando in un letto triangolare di pietre che richiamano un delta. Qui una seconda componente acquea ammorbidisce l’arido paesaggio, creando un effetto simile a quello della foschia. La differenza tra il tradizionale giardino zen e questo paesaggio  è proprio nella mancanza di silenzio: ora ci sono elementi cinetici, le fontane, ad esempio. Inoltre diversamente dal solito, il paesaggio appartiene ad un mondo lontano. Nei giardini giapponesi le pietre e la ghiaia sono usati per imitare l’acqua; qui descrivono alla lettera il letto di un fiume senza acqua. E’ questo un esempio chiaro di come, pur con un occhio alla tradizione zen e quindi agli aspetti spirituali della cultura giapponese è possibile reinterpretare il paesaggio naturale in modo contemporaneo ed internazionale.

fontana di nebbia

fontana di nebbia

Ambasciata del Canada a Tokyo

masuno 4.jpg

Al quarto piano dell’Ambasciata del Canada a Tokio, Masuno progetta un giardino che gode di una vista privilegiata sopra le chiome degli alberi circostanti. Disposto su tre lati dell’edificio, il giardino sviluppa due concetti distinti: i grandi spazi delle foreste canadesi e il senso di raccoglimento dei giardini giapponesi.

masuno 5 a.jpg

Agli angoli opposti dell’edificio due grandi vasche d’acqua, che rappresentano oceano pacifico e l’oceano atlantico li separano. Sul lato nord si sviluppa quello canadese, con pietre a spacco e ghiaia: lo spazio della terrazza sembra allargarsi oltre il profilo dell’edificio, evocando le foreste di conifere canadesi, l’ambiente della cultura indiana e Innuit. 

 

Il giardino giapponese, invece, contemplativo, rappresenta l’attenzione che questa cultura ha per il dettaglio: è uno spazio raccolto, coperto da un porticato, e pietre lavorate conducono ad una delle grandi vasche d’acqua (pacifico), dove un sentiero prospetticamente senza fine prosegue nel paesaggio. 

masuno 5 b.jpg

Hotel Kohjimachi Kaikan

Per l’Hotel Kohjimachi Kaikan, di Tokio, Masuno affronta il progetto di tre giardini di piccole dimensioni. Al piano principale un giardino di pietra e acqua caratterizza lo scenario esterno della grande hall del Hotel. La tranquillità e la freschezza, in uno spazio raccolto, evocano le profonde e impervie foreste di montagna.

 

pianta interventi

pianta interventi

L'acqua, che scorre sulle pietre a spacco dei muri perimetrali, riempie lo spazio sottostante dove sono disposte grandi rocce lavorate.

9.jpg

L’effetto è enfatizzato da un’illuminazione subacquea che sfiorando le pareti quasi le fa levitare. Al quarto piano sono posti due giardini di piccole dimensioni in corrispondenza delle sale conferenze. La disposizione dei rami degli alberi e la composizione delle pietre estendono senza fine lo spazio. E’ l’idea di “cosmo”, momento di congiunzione tra l’uomo e la natura.

masuno_220080610171739.jpg

E’ questo il compendio della filosofia zen e della pratica ascetica di Shunmyo Masuno.

“Il giardino giapponese” è uno spazio spirituale disegnato da una sofisticata estetica che evoca e celebra la natura: è ciò che è veramente necessario al paesaggio urbano contemporaneo. 


 

 

Bibliografia

C.W. Moore, W.J. Mitchell, W. Turnbull jr, La poetica dei giardini, franco muzzio editore, 1911

Teiji Itoh, Space e illusionin the japanese garden, Weatherhill Tankosha, 1973

Paul Cooper, Il giardino new tech, ed. L’Archivolto Extratype

Facoltà d’Architettura a.a. 1997/1998, Architettura dei giardini e dei parchi, a cura del prof. F.R.Ghio

Navigator 60, I nuovi paesaggi

R. Murase, Stone e water, 2003

Murasaki, Shikibu, Storia di Genji, il principe splendente, Trad. it. Di Adriana Motti, einaudi, 1969