SCIAME DI IDENTITA' / by Alessandra Bolli

CHE CORPO? NE ABBIAMO PARECCHI.

HO UN CORPO DIGESTIVO, UN CORPO NAUSEABONDO,

UN CORPO COL MAL DI TESTA, E COSì VIA:

SENSUALE, MUSCOLARE, UMORALE E SOPRATTUTTO EMOTIVO:

CHE È COMMOSSO, AGITATO, O APPESANTITO, E È ESALTATO,

O SPAVENTATO, SENZA CHE VI APPAIA NULLA.

Roland Barthes

“L’anatomia è il destino”, scriveva Freud.

L’anatomia è invece un ventaglio di possibilità, è una scelta che modifica la propria identità in alterità, ed è un processo reversibile e ripetibile all’infinito.

Finora la scienza ci ha dato solo un assaggio di quanto profondi potrebbero diventare i cambiamenti nella natura fisica dell’uomo, e non mi riferisco a semplici interventi di chirurgia ormai divenuti routine, ma alle nuove tecnologie, dall’ingegneria genetica, all’intelligenza artificiale, dalla cibernetica alla realtà virtuale, che del corpo fanno una superficie significante spesso senza codice d’accesso.

“La nuova era si apre all’insegna di una redifinizione, forse di un annullamento, dei confini tra interno ed esterno: il processo di disseminazione del corpo nelle reti telematiche ha molto a che vedere anche con la lotta tra vecchi e nuovi monopoli della comunicazione” (Antonio Caronia)

In questa nuova era, perché di nuova si tratta, l’individuo è un elemento indistinguibile di un unico sistema uniformante: il passaggio dal tempo estensivo al tempo intensivo necessita che ogni corpo sia almeno ubiquo, che sia contemporaneamente terminale di reti multiple e loroserver, metamorfosi che ben risponde all’eterna esigenza di scardinare il binomio vita/morte.


E’ la mutazione antropologica a dettare gli eventi attorno, che si fanno incessanti, caotici e a loro volta interferiscono nel processo, in mutua rispondenza, esattamente come per l’architettura.

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Nel libro “Ipercorpi”, Kas Oosterhuis descrive non solo la risposta architettonica alla contemporaneità, ma anche il circuito virtuoso di progettazione che la precede.

L’architettura è architettura dell’informazione, l’architetto è lo scultore del flusso di dati.

Di più: l’architettura si nutre delle transazioni sociali, è open source. I componenti edilizi sono emittenti e riceventi tanto quanto le persone che a loro volta scambiano ed elaborano dati per influenzare la variazione del processo di riconfigurazione.

E’ trans-architettura: il compito primario di resistere strutturalmente a forze esterne ed interne è scontato, è nel suo dna, ma in un dna modificato che ha l’impellenza di funzionare in tempo reale. Un ipercorpo, scrive Oosterhuis, “è un veicolo a base temporale interconnesso e superaggregato in uno sciame di componenti edilizi intelligenti, che riconfigura la propria forma multipla e il proprio contenuto in tempo reale elaborando un dialogo continuo con i suoi abitanti locali e distribuiti nel tempo”. (Oosterhuis 07)

MUSCLE, NSA 2006

MUSCLE, NSA 2006

Lo sciame è l’atto fondativo e conditio sine qua non della modellazione degli ipercorpi: l’elaborazione consiste in algoritmi comportamentali, parametrizzati a partire dalla forma più semplice, lo script. Questa schematizzazione consente che s’inneschi una progettazione collaborativa, nella quale le figure in gioco siano provenienti da campi differenti.

Ci saranno allora artisti, architetti, ingegneri, grafici, editori ma anche clienti in un laboratorio che sia rete neurale senza diritti di paternità sul modello. In tale concertazione il modello è infatti un’entità con una sua indipendenza e-motiva.

PROTOSPACE, ONL 2006

PROTOSPACE, ONL 2006

Kas Oosterhuis risponde all’evoluzione dell’universo, da stato d’energia pura a stato d’informazione pura, in cui Tom Stonier propone l’esistenza di infon, particelle di informazione vere e proprie, differenti da elettroni e protoni, che io ipotizzo coincidenti con le stringhe della meccanica quantistica.

La città intera sarà luogo di trasferimento dati, della memoria rom di questa umanità terrorizzata dalla non esistenza. Quale miglior soluzione di estendere il proprio corpo adoperandone un offset nell’architettura che a sua volta si ramifica nella rete comunicativa?

KAISERLAUTERN LANDMARK 2004

KAISERLAUTERN LANDMARK 2004

“ Una artificializzazione del vivente e una umanizzazione del costruito”. ( Miglietti 08)

BIBLIOGRAFIA

Miglietti 08 – Francesca Alfano Miglietti, Identità mutanti, Bruno Mondadori, Milano, 2008

Oosterhuis 07 – Kas Oosterhuis, Ipercorpi, verso una architettura e-motiva, Edilstampa, Roma, 2007

Brian Green, La trama del cosmo, spazio, tempo, realtà, Einaudi, Torino, 2004